In realtà esiste anche un altro limite, che riguarda però solo le ricerche relative ai brevetti: le banche dati brevetti, vengono consultate inserendo delle parole chiave che, però, non garantiscono di trovare tutte le invenzioni relative ad un determinato argomento.
Ad esempio, se si cerca “tostapane”, altri potrebbero averlo brevettato chiamandolo “dispositivo per abbrustolire fette di pane” e quindi con la parola chiave “tostapane” non lo si troverebbe mai.
Pertanto se si desidera un esame più approfondito è opportuno rivolgersi ad un professionista che conosca bene la maniera più corretta di operare.
In qualunque modo venga effettuata, la ricerca di anteriorità è fondamentale e spesso ritenuta ingiustamente superflua: occorre infatti considerare che scegliendo un nome come identificativo della propria impresa o di un nuovo prodotto, si investono su di esso ingenti quantità di capitali.
L’esistenza di un marchio anteriore (sia esso identico o molto simile) comporta il rischio di dover cambiare immediatamente il proprio nome e, magari, essere anche tenuti a pagare un risarcimento danni.
Tutti gli eventuali (e spesso ingenti) investimenti in comunicazione, ovvero materiale cartaceo, brochure, pubblicità, packaging etc, risulterebbero inoltre inutilizzabili, vanificando quindi tutto l’investimento fatto.
Analogamente, per un brevetto o un modello, l’esistenza di un prodotto similare tutelato da un titolo anteriore, espone il depositante agli stessi rischi visti per i marchi.